giovedì 20 settembre 2012

Elogio all'amicizia.

Buona sera a tutti.

Prima di tutto vi chiedo di perdonarmi per la latitanza.

Tante sono le cose che vorrei dire quanti sono i giorni della mia assenza da questo blog, ma vi anticipo già da ora che, purtroppo, non potrò racchiuderle tutte in questo post. Allo stesso tempo, ciò vuol dire che ne scriverò altri.


Questa sera, ciò che mi spinge a scrivere sono i miei pensieri verso i miei AMICI.

Qui a NY è facile lasciare andare la mente per un attimo, soprattutto quando la stanchezza prende il sopravvento sulla voglia di uscire.

Quando si è soli, in una grande città come questa, la mente ha un intero parco giochi per tenersi impegnata e non pensare nei momenti che seguono al giorno lavorativo. Quando però le giostre si fermano e le loro luci ad intermittenza si spengono, spesso accade che il pensiero giochi "brutti" scherzi.

Tra questi brutti scherzi, uno tra i più ricorrenti in questi due mesi è quello di pensare ai miei amici, alla solitudine data dal perdersi nella moltitudine di una metropoli e a quanto essi mi manchino.

Per questo vi voglio fare capire, con questo post, quanto voi amici -tutti- siete importanti per me.

C'è chi penserà che sbaglio a lasciare libera la mente anzichè uscire e tuffarmi nella fiumana di gente che popola le vie di Manhattan, chi dirà che "tanto sei a NY", chi avrà pensato che metropoli significa conoscere una miriade di persone diverse e divertirsi, ma sono sicuro che tutti voi, nessuno escluso, mi capirete.

E' vero, da due mesi a questa parte ho conosciuto tante persone, da diverse parti del mondo: colombiani, cinesi, taiwanesi, canadesi, francesi, tedeschi, americani, inglesi, indiani, turchi etc...

E' anche vero che solo una volta che sei immerso in questa realtà che ti ha preso fino ad ora facendoti girare come una trottola che sprigiona entusiasmo ad ogni suo volteggio capisci, quando ti fermi un attimo, quando la trottola smette di girare, quanto sono importanti i legami nella tua vita.

Vi giuro, solo ora avendo provato questa esperienza sulla mia pelle, capisco quando il mio amico Simone che mi ha ospitato da lui a Barcellona -e che saluto dicendogli che è un grande e che gli voglio bene- diceva che, nonostante il fascino della città spagnola che lo ospitava da circa sei mesi, nonostante le bellissime fanciulle nella rambla e tutta la storia che essa si porta dietro, non riusciva ad astenersi dal pensare ai suoi amici, anche per un momento, prima di andare a dormire.

Ti accorgi che per quanto affascinante possa essere, e vi assicuro che lo è, conoscere persone di razza, religione e cultura diversa, ognuno con la sua storia da raccontare, alla fine sei comunque solo.

Vuoi per la difficoltà nell'esprimersi non solo da parte tua, vuoi perchè anche loro sono delle trottole impazzite, ma soprattutto per le esperienze che hai vissuto in 26 anni con i tuoi amici e che ti hanno reso quello che sei.

E allora pensi...

Pensi che sei solo perchè quando vai ad un concerto, e ci vai da solo o con qualcuno che conosci appena, sai già che non potrà mai essere così speciale come uno qualsiasi dei concerti vissuti con il tuo gruppo di amici "dei concerti".
Questa è la prima cosa che mi viene in mente perchè domani, infatti, andrò da solo ad un concerto, e perchè subito dopo aver acquistato il biglietto ho pensato a quanto bello sarebbe stato andare a Verona con i miei amici "dei concerti"...

Pensi. Pensi che vorresti condividere con tutti i tuoi amici tutto ciò che vedi, anche la cosa più banale. Perchè fino ad ora i tuoi amici hanno fatto parte della tua vita, e ora continuano a farne parte, però un po' meno o in modo diverso.

Pensi. Pensi che ogni pensiero rivolto a loro sia concatenato, e che per ciò entri in un circolo vizioso dal quale ti riesce quasi impossibile uscire. Quindi rivolgi un pensiero ad ognuno di loro. Ti vengono in mente le cose più disparate, recenti o vecchie che siano.

Pensi. Pensi a chi è appena nato un nipotino e gli auguri ogni bene, fino a farti brillare gli occhi quando guardi le foto. "Pensi al Balla coi Cinghiali" e a quando gli contavi i rimbalzi che prendeva.
Pensi a chi sta poco bene, fino a sentirti quasi in colpa per non essergli vicino perchè lui c'è sempre, sperando che indossando la maglietta che gli hai regalato lo faccia stare in qualche modo meglio.
Pensi a chi in macchina ti augura che la serata sia degna della lunghezza del tragitto sfiancante in indossando la sua maglietta preferita, viola dei prodigy.

Pensi. Pensi a chi senti di più e a chi senti meno. A chi hai appena sentito e a chi non senti da un po'.

Pensi. Pensi a chi non ti leggerà perchè non è molto amico del pc e sei curioso di sapere se la casa per andare a vivere da solo è finalmente arredata.
Pensi a chi ti ha insegnato a giocare a pallone, incazzandosi con te qualche volta perchè "quando giochi tieni la testa bassa" e che fa una liquirizia degna del suo cognome.

Pensi a chi ti invitava a suonare cover dei Beatles nel suo garage, che ti ha sempre insegnato molto e che ammiri moltissimo.

Pensi. Pensi a chi ti consiglia i posti da vedere qui a ny e che quando mi ha consigliato di visitare il "Ricky's" mi ha fatto venire in mente la parola "pagliericcio" accompagnandola con un sorriso.
Pensi a chi prima ascoltava i "Carcass" e andava matto per "internal solvent abuse".
Pensi a chi ha lottato tra la folla al concerto dei Cani indossando una maschera come un supereroe. Pensi alla volta che hai conosciuto lei e lui al Lola in occasione dell'aperitivo pasquale.

Pensi. Pensi a chi sta fissato per il computer e con cui ti sei picchiato per una tipa (forse più di una :) ). Pensi a chi bestemmia sempre in dialetto.
Pensi a chi è un nuotatore provetto.

Pensi. Pensi a chi ti conosce bene, a chi ti conosce più a fondo ma anche a chi ti conosce meno a fondo. Pensi a chi ti dice "daicazzooo Ricky..!".
Pensi a chi ti concede una chiacchierata e delle occhiate furtive sul bancone del Breva.
Pensi a chi ha sempre mille commenti da fare su fb e che ti fa sorridere ad ogni like che mette..si sto parlando di te, il tuo moroso non è su fb e tu lavori in banca. :D

Pensi a chi ama le mustang e a chi ama la palestra e i dj.

Pensi a chi dai un  soprannome di un personaggio di Dragon Ball.

Pensi a chi impazzisce per l'iPad e a chi impazzisce per Breaking Bad o per American History X.

Pensi a chi sta imparando a suonare la batteria e chi invece kung fu...anche se lo preferivi sulla tavola :D

Pensi che stanno per arrivare le cantine di Morbegno e che tu non ci sarai. Pensi alle edizioni degli anni passati, quando si beveva tutti insieme.

Pensi a chi c'è stato nei momenti bui venendoti a trovare all'ospedale.

Pensi alle tue ex squadre di basket e alle minchiate che succedevano fuori dal campo...ma anche a quelle che succedevano -purtroppo- in campo.

Pensi a chi oltre che coach è sicuramente un modello da imitare, una grande persona.

Pensi agli Yellin' Gentlemen che ti mancano da morire. Da morire. Ripeto, da morire.

Pensi anche a chi è misteriosamente sparito non rispondendo alle chiamate sul telefono cellulare (eh si, anche a lui..).

Pensi. Pensi a chi è stato un compagno di avventura in Sardegna e verso cui sarai sempre in debito. Che ti ha ospitato e che stimi moltissimo.

Pensi. Pensi a chi chiami "Capuzie'", che fa delle foto stupende e che sempre mille idee illuminanti. Pensi a chi fa serata al tunnel e precisa che nel suo nome c'è la "K". Pensi a chi viene da Torino ed è sempre stato pronto a stupirmi con la sua immensa cultura. Pensi a lui a cui si illuminano gli occhi se parli di documentari e di montaggio. Pensi a chi ha la risata contagiosa, così contagiosa che cercavi di provocarla in ogni momento in ufficio semplicemente guardando davanti alla tua scrivania. Pensi a chi ti ha dato consigli su medicinali naturali e sugli ultimi ritrovati delle erboristerie e pratiche yoga.

Pensi alle sigarette fumate. In compagnia di un amico, ovviamente. A quelle che sono l'ultima della serata. Quelle che si fumano seduti sul muretto. Quelle che fanno venire a galla ricordi o che portano alla luce i problemi.

Pensi alle "feste a casa di Bigio" e alle varie "andate a casa che la festa è finita". Pensi agli Halloween, ai capodanni, ai carnevali, ai compleanni e alle vacanze estive.

Pensi a Rimini, Rimini, Calella, Sharm, Riccione, Amsterdam, Formentera...e poi mi sono fermato qui.

Pensi all'ultima vacanza tutti tutti (salvo per chi ho conosciuto dopo..) insieme, nel 2006. L'anno perfetto, l'anno dei mondiali, l'anno di Calella, l'anno degli amori, fatto di delusioni ma anche di vittorie. E che vittorie. Tutti insieme.

Pensi che li senti tutti vicini. Che un loro commento su fb, una loro chiamata su skype o anche solo immaginare un loro sorriso, riesca a portarli qui con te.

Pensi. Semplicemente pensi.

Pensi alla semplicità dell'amicizia.

Pensi ai tuoi AMICI.

Questo post è per ringraziarvi. Dal primo all'ultimo. Anche chi non ha il computer.

E per dirvi che mi mancate tutti, e che ho condiviso delle esperienze belle o brutte con voi, ma senza dubbio uniche che mi hanno fatto diventare quello che sono ora.


GRAZIE.
Ce ne sono tante di canzoni, forse infinite, che mi ricordano un sacco di cose. Questa mi è capitato di ascoltarla prima è mi ricorda un sacco Calella e l'estate del 2006.































martedì 4 settembre 2012

no al cemento, si al verde.

Buona seraaa!!

come state? rientrati tutti dalle vacanze..?? ripreso la solita routine che vi fa cristonare ininterrottamente da mattina a sera?
Ah, siete rientrati anche voi, invece, che amate quello che fate e che non cristonate come quelli sopra..??

Per cui direi che ci siamo tutti.

Dunque, ogni volta mi metto a scrivere ma mi dimentico sempre di partire dalle fila del discorso della volta prima.

Se non erro, vi avevo offerto una vista di tutto quel materiale che possiamo trovare in ogni angolo di NY, del più grande nemico di chi come me odia l'umidità, di quella cosa che se ci vai addosso...ti fai male. Il CEMENTO.

Bene, anche se così sembra, non lo è.


ACQUA.

New York è prima di tutto un insieme di isole e quindi c'è taaaaanta acqua... :D

Ho avuto modo di constatare quanto splendido è osservare la metropoli dall'acqua nei giorni scorsi.

Prima di tutto un paio di settimane fa ho partecipato ad un cruise party (party in barca) organizzato dalla scuola di inglese di Alessia (una mia amica italiana).
So cosa state pensando e la risposta è: sì. Sono riuscito ad imbucarmi anche a NY. ahahhha

Durante la festa la nave ha costeggiato le rive della city navigando nell'East River ed è arrivata fino alla Statua Della Libertà, affiancandosi alla costa e facendosi superare dalle navi più veloci.

Anche questa volta so a cosa state pensando e anche questa volta la risposta è: sì, ho fatto vedere il sedere a quelli che passavano con le altre navi di fianco a noi. Solo una volta però (oramai non ho più l'età, anche se ammetto che l'idea è stata mia....).

Devo ammettere che nonostante stia cercando in continuazione di non farmi abbindolare da questa città, di non lasciarmi trasportare più di tanto da una cultura molto lontana dal mio punto di vista, un punto debole ce l'ho. E New York lo sa bene.

I tramonti. I tramonti sulle case. I tramonti sui grattacieli. I tramonti tra i grattacieli. I tramonti sull'acqua. I tramonti sotto i ponti. I tramonti sopra i ponti. I tramonti nei parchi.

New York ce li ha tutti. Cavolo. Tutti.

Quella volta è stato il turno del tramonto sulla barca.

E vi dirò di più, anzi ve lo consiglio, se vi capita di venire a NY non accontentatevi di fotografare un tramonto ma vivetevelo.
Penso che ancora più bello che osservare un tramonto qui sia viverselo.

La città si tinge di rosa ed arancione quando si sveste dei suoi abiti diurni, quasi imbarazzata del suo cambio d'abito. Di giorno le luci sono date dai riflessi  e dalla leggerezza degli specchi e dei vetri posti sulle pareti dei grattacieli, di notte la città si ricopre di strass attraverso le migliaia di lucine che pian piano si accendono accompagnando e salutando il sole, prima di lasciarlo al suo cammino. Come a dire: "vai pure, ora ci pensiamo noi."
E quando non ce la fanno più loro, ci pensa Time Square. Ci pensa sempre Time Square.





Vi prego di perdonare la qualità delle foto, ma le ho scattate con il telefono. Queste foto si riferiscono al cruise party.


VERDE

New York è anche verde. 

Non intendo dire che i newyorkesi abbiano rispetto per l'ambiente. Non ce l'hanno. (Noi ci sbattiamo per la differenziata -che io faccio volentieri-, ma non potete immaginare lo schifo che c'è qui...mi fa quasi pensare che ogni sforzo fatto da tutto il resto del mondo che prova a prendersi cura dell'ambiente venga vanificato dalla cecità e dal menefreghismo di questo popolo verso questo aspetto..)


Hanno però numerosi e grandissimi parchi. Nei quali -ovviamente- puoi accendere un falò ed un barbecue (quasi sempre) ma ti arrestano se ti fumi una sigaretta.

Ad ogni modo, non vi voglio parlare ora di Central Park perchè è veramente immenso e non l'ho ancora visitato come si deve, chiedo venia...forse un po' mi intimorisce talmente è grande.

Invece, vi voglio parlare di un parco in cui sono stato sabato: il Washington Park. 

Questo parco è praticamente a ridosso della New York University (favolosa) ed è pieno di artisti di strada che si esibiscono nelle più strane performance, ha una fontana nel suo centro esatto dove la gente si tuffa in cerca di refrigerio, ha un pianista che suona delle canzoni di musica classica favolose con il suo piano a mezza coda nero, ma soprattutto consente di fare dei nuovi piccoli amici.


Lui è BOB e da sabato si è offerto di farmi compagnia sulla mia bacheca di Facebook. Mi ha promesso che ogni giorno dice un pensiero diverso. Se volete parlare con lui, basta dirigersi sulla mia bacheca di Facebook e commentare i suoi pensieri. Ha detto che sarà ben felice di conoscere i miei amici. 
Io, sinceramente, gli lascio fare...dato che al mio amico Stefano ha morsicato un dito perchè non lasciava andare la nocciolina dalla sua mano...! link a facebook

BOB...mi ha fatto venire in mente, quasi prepotentemente,  la prima volta che ho visto uno scoiattolo nella mia vita. Ero con mio papà, nei boschi di Cabiate. La giornata era uggiosa, a detta di mio papà era perfetta ed io mi lamentavo che non c'era il sole. Io ero alle elementari e solo qualche anno più tardi capì che la giornata era perfetta...per cercare funghi. 
Io che seguivo il passo di mio papà con la stessa ammirazione che un bambino di 10 anni ha verso Rambo in quello che più che un bosco di paese gli sembrava la foresta del Vietnam. Ed ecco che ad un certo punto ci attraversa la strada questo batuffolo di peli che saltella facendo oscillare la sua voluminosa coda...mio papà che mi dice, inutilmente, di stare zitto. Il batuffolo di peli che ci guarda e poi ci saluta sempre saltellando e sparendo oltre una recinzione.
Forse è da quel preciso istante che gli scoiattoli mi stanno davvero simpatici e non riesco a fare a meno di sorridere quando li vedo.


L'altro giorno ancora sono stato a visitare China Town e Little Italy, compreso un tempio Buddista, quello con la statua di Buddha più grossa della città.

Tutto questo, insieme ad altre foto, lo trovate nel prossimo post.

Ora vi saluto perchè mi si stanno chiudendo gli occhi dal sonno. Prima però vi voglio invitare tutti a vedere il mio album di Flickr (sto portando avanti anche questo..parallelamente) con degli scatti un po' più di "qualità" selezionati tra tutti quelli che faccio qui a NY.

Per visitare il mio album Flickr clicca qui

Per chi non è tanto pratico di Flickr: il modo migliore per guardare le foto in alta definizione è cliccare  sopra alla singola foto, si aprirà uno screen nero (come in facebook) che mette in evidenza la foto. Da li, poi, muoversi con le frecce della tastiera.

Un abbraccio ed un saluto a tutti...!! Notte!












domenica 26 agosto 2012

un mese

Ebbene si, è già passato un mese.

E il tempo è sembrato davvero scorrere veloce.


La cosa bella è che in questa città, non so perchè, ma mi sento molto meno ossessionato dallo scorrere del tempo, e per me vuol dire tantissimo.
Non so se questo essere meno ossessionato poi mi spinga ad adottare un diverso sguardo critico verso la metropoli ed i suoi cittadini  rispetto a come faccio di solito, però, vi posso assicurare che qui le persone sono meno stressate che a Milano. (ovvio, tralasciando "uol strit").

Ad ogni modo, questo mese mi è servito per ambientarmi e per prendere dimestichezza con la routine da uomo single in una metropoli e che va in crisi ad esempio davanti all'ampissima scelta del tipo di cereali da comprare per la mattina nel reparto "colazione" del supermarket vicino a casa...e cose così....

Per tutte i centinaia di aspetti più seri da affrontare nella vita di tutti i giorni qui a NY....ci sto ancora lavorando :D


Ho un sacco di foto da farvi vedere, ho un lasciato un po' indietro il "carretto"...

Comincerei, in questo posto, con il farvi godere della meravigliosa vista che si ottiene salendo all'ultimo piano del rockefellercenter...il top of the rock:




Poi, che altro....

sono stato all'NBA store dove sembravo un bambino in un negozio di caramelle(a breve le foto) e tante altre belle cose che, tempo permettendo vi scriverò a brevissimo...

Scusate per il mio essere stringato..sarò meno ossessionato dal tempo ma qualcosa mi fa dire che di tempo non ce ne è mai abbastanza....

Un abbraccio!



mercoledì 22 agosto 2012

uguaglianze/differenze

Faccio uno strappo alla regola: due post nello stesso giorno.

Sono davvero stanco, ma vorrei parlarvi di una cosa che è da un po' di giorni che mi frulla in testa, una tematica. Storie di uguaglianze e differenze.

Spesso mi viene in mente di chiedermi nella mia vita, in ciò che vedo, in ciò che faccio, cosa sia cambiato e cosa sia invece rimasto pressoché uguale.

Sarebbe troppo facile parlarvi di cosa gli americani hanno di diverso e cosa di uguale rispetto a noi italiani, o meglio, penso che alla maggior parte di voi saranno già venute in mente molte cose, magari qualche luogo comune. Gli americani mangiano male, noi no. 
Per cui, come al solito, vi voglio parlare un po' di me.

Vi avverto, verrà fuori un minestrone, un mix, di ciò che è si assomiglia con il passare degli anni e di cosa invece è cambiato. Per cui, statemi dietro.

Comincio con gli anni.

Certo, gli anni. Ora ne ho 26, prima ne avevo meno. Ora ne ho 26, prima ne avevo 22.
Prima era il 2008, ora è il 2012 e chi mi conosce ha probabilmente già capito dove voglio andare a parare.

Per cui, UGUAGLIANZA. Sto probabilmente facendo un'esperienza che seppur superficialmente DIFFERENTE è comunque molto SIMILE a quella dell'estate del 2008 che mi ha visto partire per fare l'animatore per 5 mesi in Sardegna. 

In Sardegna. Da solo. UGUAGLIANZA. 
Parliamo per cui per un attimo di uguaglianza, prima di scappare verso le differenze. 
L'uguaglianza sta nella voglia di partire, nella voglia di fare e soprattutto nella voglia di crescere. L'uguaglianza sta nella voglia di fare tutto ciò, ma anche nel coraggio di volerlo fare da solo. Farlo da solo, ma non essere il solo. E per questo, un in bocca al lupo a tutti quelli che come me non sono i soli.

Uguaglianza sta nel capire che, una volta atterrato sul suolo di un paese con 8175133 abitanti (wikipedia 2010) che non parlano la tua lingua, che forse non parlano nemmeno una lingua uguale per tutti, te la devi cavare da solo. Proprio come nel 2008. Anche se, beh la lingua li era la stessa tua. E' per cui forse una diversità? 

L'uguaglianza risiede anche nella curiosa coincidenza manifestatasi con i tuoi amici che sono in vacanza in Croazia, tutti insieme e pronti a fare baldoria nello stesso paese e allo stesso modo di quattro anni prima.

L'uguaglianza sta nel trovare persone fantastiche pronte ad aiutarti (poche) e persone pronte a metterti i bastoni tra le ruote (purtroppo molte).

L'uguaglianza, può ad alcuni sembrare banale ma per me non lo è affatto, sta anche nella canzone che mi sta passando in cuffia ora e che era nella tua playlist anche in quell'estate: Little Wing di Jimi Hendrix (per non smettere di volare).

L'uguaglianza sta, ripeto, nella stessa voglia di migliorare, nella stessa voglia di crescere ed imparare. La stessa. Lo stesso desiderio che ti fa bollire il sangue nelle vene quando sei costretto a buttare via attimi preziosi della tua vita destinati al non far nulla.

L'uguaglianza dei "vai bene te.." che mi sento dire da un po' di anni a questa parte. Vai bene te che sei a NY, vai bene te che sei in Sardegna, vai bene te che sei da solo, vai bene te che sei fortunato. Attenzione, non è polemica. Non ne avrei motivo di farla. Solo voglio ringraziare chi se lo merita, due persone in particolare (chissà chi sono). E poi, i "vai bene te" fanno bene al cuore....non fanno altro che farmi capire sempre di più che la vita è quella che ti scegli tu, fatta di scelte e soprattutto di conseguenze.

Ne avrei davvero ancora molte di uguaglianze, così come le ho chiamate. Ma lasciamole li.

Le differenze. 

Anche loro sono tantissime. Secondo me sono ancor più facili da individuare delle uguaglianze.

Per cui ve ne dico solo una. Una che ho vissuto di recente ed una tra le prime ad essermi venuta in mente quando sono arrivato nella grande mela: il sorriso.

Il confronto questa volta è tra Barcellona e NY. 

Forse chi mi sta più vicino si ricorda che gli ho fatto una testa così sul fatto che a Barcelona tutti sorridono e di quanto sia bello sorridere. 
Ecco, qui a NY è molto diverso.
Qui a NY sono tutti cordiali. Solo i primi 5 minuti.
La prima cosa che ti dicono è: come stai? Howareyoudoin'?(detto mooolto velocemente)
Il problema è che non danno peso alla cosa. Mi sono solo dopo pochi giorni che ai newyorkesi non serve una risposta a questa domanda. E' solo, purtroppo, una sostituzione del "ciao". 
Ed io che un po' ci speravo...."cavolo, addirittura mi chiedono come sto..!! Chissà cosa mi raccontano ora..!"

Incroci una persona, sale sull'ascensore con te. O meglio, sta per salire dopo che ti ha appena chiesto "howareyoudoin?" e tu ti aspetti che quei 20 piani da scalare passino veramente lentamente perchè vorresti iniziare un discorso filosofico sulla vita tua e del tuo nuovo amico. E invece, si cade nel mutismo più assoluto. Quasi infastidita dal tuo sorriso, la persona che è in quei metri quadrati con te nemmeno vuole incrociare il tuo sguardo.

Nessuno sorride. Se non perchè deve, come da Abercrombie. Non si ha nè tempo nè voglia.
Sto arrivando a pensare che qui il sorriso sia da "sfigati" (un po' come da noi in italia..).

A Barcellona il contrario. Si sorride. E non si ha alcun dubbio nell'esibire il sorriso al pari di un biglietto da visita. 
Vi devo dire la verità, questa cosa nei primi giorni in cui ero a Barca un po' mi intimidiva. Forse davvero perchè anche noi italiani in questo siamo un po' newyorkesi?
Poi ho capito che il sorriso a Barcellona è solo l'inizio. L'inizio di qualcosa di interessante: una conversazione.

Sulla metro qui ogni persona ha il suo iphone. Lo sguardo è fisso sullo schermo. C'è chi gioca, chi vede film e chi, per fortuna, scrive a qualcuno. La comunicazione in qualche modo è salva.

Non ho mai conosciuto così tante persone come a Barcellona.


Detto ciò, non vorrei mai scambiaste queste mie ultime righe come una critica verso NY. Questa è una città stupenda, fatta da alti (molto alti) e bassi (molto bassi) e va vissuta.

Viviamola.

Un abbraccio.














Introduzione.

Se alcuni di voi hanno almeno una volta, almeno per una frazione di secondo, pensato che io sia una persona un po' particolare...questo post darà a voi conferma.

Già il titolo dovrebbe destarvi qualche sospetto. Ho deciso, infatti, di scrivere un'introduzione a questo blog. Una sorta di premessa.
Che poi lo faccia dopo 8 post......that's me.


Questo blog vuole rappresentare per me una sorta di diario.
Una sorta di diario aperto a tutti quelli che lo vogliono leggere, che mi vogliono leggere.

Proprio qui sta la prima difficoltà, nel conciliare la parola "tutti" con la parola "mi". Seppur all'apparenza facile, risulta alquanto difficile non dare retta alla tesi pirandelliana dell'uno, nessuno e centomila, soprattutto in un blog che ha lo scopo di metterti a nudo per mezzo di un testo scritto.

La mia promessa a voi lettori, pertanto, è quella di essere quell' "uno" e uno solo soltanto alla base di ciascun mio post. Per fare questo, ho scelto di scrivere tutti i miei post di getto, come quando assetati ci si beve un bicchierone di acqua fresca tutto d'un fiato.
Spero, per cui, vogliate perdonare i refusi, le ripetizioni e, talvolta, la struttura elementare delle frasi. Spero, d'altro canto, badiate di più alla sostanza ed alla genuinità delle parole che voglio lasciarvi.

Se un motivo è, quindi, quello di mettermi un a nudo nella scrittura per essere il più sincero possibile, dall'altra parte quello del "di getto" è uno stile per il quale vado letteralmente matto. Senza tralasciare il fatto che lo considero un'esercizio utilissimo per il dialogo e per la risposta pronta quando si parla con le persone.
A patto, ovviamente, di non mangiarsi le mani o correggere il testo quando si scoprono errori o dimenticanze.

Se fino a qui siete d'accordo con me, continuate a leggere. Se non siete d'accordo......provate a continuare a leggere. :)

Dopo l' "uno", non viene il due. Ma viene direttamente il 100 mila (il nessuno lo tralascio che è meglio così). O meglio, le 100 mila.
Sto alludendo alle 100 mila sfumature in cui ciascun essere umano può trasformarsi.

Io, queste sfumature le amo. Ed è proprio la moltitudine di sfumature che rende l'unicità dell' "uno" soggetto.

Vorrei, quindi, lasciarvi anche queste sfumature come testimonianza di questa esperienza. Un'esperienza che ti plasma come fa l'acqua del mare quando modella i sassi sulla sua riva pur lasciandoli pur sempre quello che sono.
Per cui vorrei che le mie sfumature siano come fotografie di questi sassi pronte a catturare degli istanti nella loro quasi impercettibile trasformazione nell'arco del tempo.

Detto ciò, mi rendo conto che sarà difficile tener fede a queste tardive premesse.

Ma prometto che, dato che l'intenzione di questo blog è anch'essa la trasformazione, accanto a post leggeri che raccontano il trascorrere dei giorni e le innumerevoli attrazioni della città, piuttosto che ricette di piatti che mi cucino per cena, inserirò via via post più introspettivi che lasceranno libero sfogo ai miei pensieri, alle mie sfumature.

Se avete apprezzato le righe scritte fino a qui, vi faccio i miei complimenti. Questo post nasce dalla stanchezza di questa giornata piena, dalla voglia di fare annebbiata da ore di lavoro e da un'ora di bucato davvero impegnativa.

Per cui, vi mando un grosso abbraccio, vi butto li una cosa come "ho un sacco di foto e di cose da raccontare" nella speranza che vi invogli a continuare a leggere e vi auguro una buona notte.

Buona notte.








martedì 14 agosto 2012

gran confusione...

Buonasera a tutti...

come state?

Ultimamente, come avrete potuto notare, mi sono fatto prendere da un po' di pigrizia che mi ha tenuto lontano dal digitare i tasti.

Dunque, che dire...innanzitutto che il mio derby cestistico è stato vinto dagli USA, e un po' mi dispiace...

In questi giorni ho fatto un po' di cose interessanti che vi racconterò nelle righe a venire.

Ad esempio, venerdì sera sono andato ad Amagansett ad un concerto reggae per sentire Collie Buddz, per me un perfetto sconosciuto.
Lui è un ragazzo bianco che assomiglia a Wesley Sneijder e che gioca a fare lo Sean Paul de noantri.
Devo dire che comunque è stato bravo. Anzi, sono stati bravi. Lui e il suo gruppo di "musicanti" cit.

Al concerto eravamo io, Stefano, Sonia e la new entry Paolino direttamente da Lurago d'Erba, ancora fresco di jetlag.

Dopo il concerto ci siamo trattenuti negli Hamptons, quella località di villeggiatura di cui vi avevo già parlato e, una volta cotti a puntino dalla stanchezza, ci siamo avviati verso casa e soprattutto verso un viaggio di tre orette......

Sabato ho finalmente visitato gli Strawberry Fields ed il Dakota, portando un saluto al caro vecchio John Lennon ed anche un po' di malinconia data dalla precoce scomparsa di un genio che avrebbe avuto ancora moltissimo da dare.
La sera siamo andati, invece, in un locale alla pulp fiction dal nome Kat's Delicatessen.
Il locale fa un ottimo PASTRAMI...vedere qui per chi non sapesse cosa sia http://en.wikipedia.org/wiki/Pastrami :D così mi risparmio un po' di righe perchè oggi sono veramente stanco... :D

FINE PRIMA PARTE. :D

anticipazioni: sto cucinando un piatto super super buono....

A breve altre foto.


Ciaoooooo


mercoledì 8 agosto 2012

vamosssss

Hola a todos!!!

Questo è un post velocissimo...giusto per rendervi partecipi di cosa ho cucinato stasera.

Mi sono messo ai fornelli con l'idea di riprodurre delle tapas squisite che avevo mangiato a Barcellona con il mio amico Simone Vespucci ("con uve"cit. se mi stai leggendo).

Pane abbrustolito con lonza di maiale caramellata, brie fuso e salsa di aceto balsamico.

Ragazzi non ci crederete mai ma spaccano davvero un sacco.

Accetto amici volontari per venirle a mangiare da me al mio ritorno..! :D

Di seguito una foto che, credetemi, non rende giustizia a questo piatto.


Direi: ESPERIMENTO RIUSCITISSIMO.

Se volete un post dove spiego la ricetta commentate direttamente qui o su facebook.


Stay tuned....

Un abbraccio.